Trapianto fegato da donatore

IL DONATORE

Nonostante i progressi della ricerca in ambito delle biotecnologie per la realizzazione di organi artificiali ed il recente diffondersi della cultura della donazione da vivente per alcuni organi (fegato, rene, midollo osseo) il donatore cadavere rimane la principale fonte di organi per trapianto.

La cultura della donazione d'organi si è progressivamente diffusa negli ultimi vent'anni sia tra l'opinione pubblica che in ambito medico.

IL DONATORE CADAVERE

Si possono distinguere due principali tipi di donatore cadavere:

  • Il cadavere a cuore battente è un soggetto deceduto senza arresto cardiaco (heart-beating donor) che dona tutti gli organi dopo l'arresto indotto del cuore (cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas). E' il caso più frequente dei pazienti in morte cerebrale le cui funzioni cardiorespiratorie vengono mantenute artificialmente.
  • Il cadavere a cuore non battente è un soggetto deceduto con arresto cardiaco (non heart-beating donor) che dona organi non immediatamente compromessi dall'arresto spontaneo del cuore (es. fegato, rene o, più frequentemente cornee). Questi donatori sono scarsamente utilizzati in Italia per vari motivi.

IL CONCETTO DI MORTE CEREBRALE

Nei pazienti in morte cerebrale il decesso non è definito dall'assenza del battito cardiaco ma dall'assenza irreversibile di tutte le funzioni encefaliche ("morte cerebrale"). Il decesso avviene quindi quando cessano irreversibilmente le funzioni encefaliche indipendentemente dal battito cardiaco. L’attività cardiaca è preservata se l'omeostasi (ossigenazione ed equilibrio idroelettrolitico) necessaria alla funzione del cuore (pacemaker autonomo) è artificialmente mantenuta. La perdita irreversibile della funzione cardiaca è quindi una delle cause di morte ma non coincide con la morte.

LA LEGISLAZIONE

La legge italiana definisce delle precise norme per l'accertamento della morte di un individuo:
1993 (DPR 578) Norme per l'accertamento e la certificazione di morte.

Art. 1. Definizione di morte. La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo.

Art. 2. Accertamento di morte.

  • La morte per arresto cardiaco si intende avvenuta quando la respirazione e la circolazione sono cessate per un intervallo di tempo tale da comportare la perdita irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo.
  • La morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie si intende avvenuta quando si verifica la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo ed è accertata con modalità clinico-strumentali definite.
  • L'accertamento di morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie è effettuato da un Collegio Medico (nominato dalla Direzione Sanitaria) comprendente un medico legale, un anestesista rianimatore ed un neurofisiopatologo o neurologo esperto in elettroencefalografia.

Le norme per l'accertamento di morte cerebrale sono esplicate nel decreto applicativo 1994 (DMS 582) Regolamento recante le modalità per l'accertamento e la certificazione di morte:

“Criteri diagnostici per la diagnosi di morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie si basano sulla constatazione di perdita irreversibile di tutte le funzioni encefaliche valutata per 6 ore …”

“La presenza simultanea di tutti i criteri diagnostici deve essere rilevata dal collegio medico per almeno 3 volte durante il periodo di osservazione (inizio, metà, termine)”

CRITERI DIAGNOSTICI

 

  • Stato di incoscienza senza farmaci;
  • Silenzio elettrico cerebrale (EEG privo di attività elettrica di ampiezza superiore a 2 microVolts per una durata continuativa di 30 minuti);
  • Assenza di risposta allo stimolo ipercapnico (assenza di respirazione spontanea dopo sospensione della ventilazione artificiale fino al raggiungimento di ipercapnia accertata da 60 mmHg di pCO2 con pH ematico < 7.40);
  • Assenza dei riflessi dei nervi cranici (corneale, fotomotore, oculocefalico e oculovestibolare, reazione a stimolo dolorifico nel territorio del trigemino, carenale). I riflessi spinali non hanno alcuna rilevanza.

La Legge 1 aprile 1999, n. 91 e D.M.S. 8 aprile 2000 regolano tutta la materia in tema di prelievo e di trapianto di organi e tessuti comprese le modalità con cui si deve esprimere la propria volontà ad essere o no donatori di organi e tessuti.

Per ulteriori informazioni www.aido.it

SELEZIONE DEL DONATORE

E' stato stimato che approssimativamente i donatori in Italia sono per il 48% traumatizzati cranici, per il 48% pazienti con emorragie cerebrali spontanee e per il 4% altro (ipossia ischemica, tumori cerebrali primitivi). Tutti i pazienti in morte cerebrale sono da considerarsi potenziali donatori. I criteri di esclusione si basano sui dati clinici e sull'anamnesi. I criteri di esclusione assoluta sono i seguenti:

  • malattia d'organo nota;
  • presenza di neoplasie (ad eccezione di alcune forme neoplastiche cerebrali non metastatizzanti); infezioni note o potenziali;
  • positività per HIV.

Per la valutazione della idoneità di un donatore devono quindi essere valutati i seguenti dati:

  • anamnesi patologica (malattie d'organo, malattie metaboliche, neoplasie, infezioni, pregressa chirurgia, etc );
  • esame obiettivo (dati antropometrici, lesioni toraciche o addominali, etc.);
  • parametri emodinamici e respiratori (PA, Fc, PVC, diuresi, tempe- ratura, farmaci vasoattivi, ventilazione ed emogasanalisi);
  • gruppo sanguigno ed esami ematochimici (emocromo, elettroliti, funzionalità epatica, renale, etc.);
  • sierologia per malattie infettive (Lue, HBV, HCV, HIV, CMV) ed esami colturali (emocoltura, urinocoltura, coltura broncoaspirato);
  • esami strumentali (Rx torace, ecocardiogramma, ecografia addominale, eventuale coronarografia, eventuale broncoscopia).

Si definiscono "donatori marginali" i pazienti ai limiti dell'idoneità i cui organi vengono comunque utilizzati per pazienti in gravi condizioni che necessitano di ricevere il trapianto con urgenza. Per il prelievo di fegato le caratteristiche che caratterizzano un donatore marginale di fegato sono:

  • età > 70 anni
  • steatosi epatica > 30% (all'esame istologico)
  • HBV positivo
  • HBcAb positivo
  • HCV positivo
  • alterazione degli indici di funzionalità epatica.

 

IL CONSENSO

Rappresenta uno degli aspetti più delicati della problematica riguardante la donazione di organi, infatti ancora una grossa parte dei potenziali donatori non viene utilizzata a causa della mancanza di consenso da parte delle famiglie. La percentuale stimata è di circa il 30%. La Legge del 1 aprile 1999, n. 91 ed il D.M.S. dell'8 aprile 2000 sanciscono la regola del "consenso-assenso" secondo cui tutti i cittadini siano tenuti ad esprimere la propria volontà riguardo alla donazione di organi e tessuti. In assenza di dichiarazione ogni cittadino, debitamente informato e a cui sia stata esplicitamente richiesto di esprimere la propria volontà a riguardo, viene considerato donatore. Tale decreto è tuttora in attesa di attuazione. Ad oggi quindi si lascia la possibilità di dissenso da parte dei parenti a morte avvenuta. Il dissenso non ha valore legale per i cadaveri sotto Autorità Giudiziaria o da sottoporre a riscontro diagnostico, anche se si usa comunque tenere conto della volontà espressa dai parenti.

 

DOTT. EMANUELE BALZANO | 2, Via Paradisa - 56124 Pisa (PI) - Italia | P.I. BLZMNL73M26B077C | Tel. +39 050 995272   - Cell. +39 328 0121544 | emanuelebalzano@hotmail.com | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Powered by  Pagine Gialle  -  SmartSite